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Torna il campionato dopo la sosta riservata agli impegni delle Nazionali. Il Cagliari è atteso da un “derby” tutto rossoblù col Genoa all’Unipol Domus: una occasione per cercare la prima vittoria in campionato, ma attenzione alla voglia di riscatto della squadra di Ballardini, ancora a secco di punti, sicuramente sin qui penalizzata ben oltre i suoi effettivi demeriti.

GIOVANI E VETERANI
Un Genoa che presenta una rosa di assoluta qualità, mix di giovani interessanti (Rovella, Buksa e Kallon) e veterani di spessore (il capitano Criscito, Sirigu, Sturaro, Destro, Pandev). Dopo l’esordio non facile sul campo dei campioni d’Italia, i liguri sono stati sconfitti al Ferraris dal Napoli, in una partita sfortunata e condizionata da episodi avversi. Facile pronosticare quindi un avversario ferito che getterà sul campo tutta la rabbia accumulata in questi ultimi giorni. Ballardini ha diversi assenti, tra cui l'ultimo acquisto Caicedo, però in compenso risponderanno presente giocatori del calibro di Vasquez, Fares e Maksimovic. Genoa quindi temibile, strutturato per fare un campionato tranquillo e con un pizzico di buona sorte anche qualcosa di più.

SOPPERIRE ALLE ASSENZE
Anche il Cagliari però vuole portarsi a casa i tre punti, per dare un segnale al campionato e imprimere una sollecita svolta alla sua stagione. Il mercato di gennaio ha portato a disposizione di Leonardo Semplici una freccia come Keita: sarà interessante vedere come il tecnico fiorentino impiegherà il senegalese nel cuore della prima linea. Se il Genoa ha i suoi indisponibili, nemmeno Semplici potrà schierare la rosa al completo. Innanzitutto c'è l’incognita degli uruguayani. Godin è fuori per un fastidio al ginocchio sinistro, irrecuperabile; Nandez, Pereiro e Caceres si sono sobbarcati un lungo volo di ritorno da Montevideo, le loro condizioni sono tutte da valutare. In più, la tegola del forfait di Strootman: senza il suo ago della bilancia in mezzo al campo, il tecnico sarà costretto a rimescolare le carte. Sono contrattempi fastidiosi ma che possono capire all'interno di un campionato fatto da un calendario di trentotto partite. Fortunatamente la rosa del Cagliari è abbastanza ampia e qualitativa da permettere di ricorrere ad alternative di ottimo livello. La mentalità vincente, dettaglio sul quale il mister batte spesso, comporta anche questo: non soffermarsi sugli assenti, ma consapevolezza che chiunque vada in campo possa fornire il suo contributo ai successi della squadra, inserito in meccanismi perfettamente rodati. Oggi servirà un Cagliari combattivo, che faccia la sua partita cercando di imporre il suo gioco ma anche pronto ad adeguarsi in un eventuale cambiamento di copione tattico. Mutare pelle e perché no, il modulo di partenza come richiesto dai canoni del calcio moderno, ma senza mai abbandonare la propria identità. Bisogna sfruttare un calendario composito, che presenta inizialmente diversi scontri diretti da giocare in casa; è qui che si comincia a costruire la salvezza.

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