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Seconda tappa del campionato e per il Cagliari è una di quelle infuocate, contrassegnate dal circoletto rosso. San Siro, sponda Milan: impegnativa, difficile, ma non impossibile. Non per un Cagliari con lo stesso spirito messo in campo nella stagione passata, quando i rossoblù, già salvi, mostrarono la loro faccia migliore: determinati, grintosi, intenzionati a non concedere nulla ad una squadra che invece aveva urgentemente bisogno dei 3 punti per staccare il pass Champions. Tanta volontà si tradusse in un punto significativo, dopo aver sfiorato il gol in più di una circostanza. Se è vero che ogni gara fa storia a sé, è altrettanto chiaro che il Cagliari anche questa sera non potrà rinunciare alle prerogative che l'hanno caratterizzato l'anno scorso: la voglia di fare e di lottare, abbinata alla qualità. E se la squadra di Semplici trovasse pure quel pizzico di sana follia e spregiudicatezza cui fa spesso riferimento il tecnico, allora si potrebbe ragionevolmente fiduciosi di ripetere il risultato favorevole della passata stagione. Fermo restando l'alta considerazione per il valore del Milan, che partito da una notevole base si è rafforzato considerevolmente per questo campionato.

PUNTI DI PARTENZA
In effetti, a San Siro il Cagliari ha poco da perdere. Lunedì scorso contro lo Spezia è probabile che la squadra abbia risentito di un minimo di emozione per l’esordio e per avere ritrovato il suo pubblico dopo una stagione a spalti vuoti; il sollecito gol di Gyasi ha messo la partita in salita. Bravi i rossoblù comunque a trovare la forza di annullare il doppio vantaggio: un punto di partenza, quello della determinazione e della capacità di non arrendersi, che in verità era emerso durante l'entusiasmante rincorsa della seconda parte della stagione passata. Così come sono piaciute alcune soluzioni in fase di palleggio per eludere il pressing portato dallo Spezia, predisposto da Thiago Motta uomo contro uomo. Contro il Milan, Semplici dovrà fare interpretare ai suoi ragazzi uno spartito tecnico e tattico completamente diverso, ma ci sono anche altri dettagli da mettere in risalto. Ad esempio, il concetto di identità sul quale Semplici insiste parecchio: non importa il nome dell’avversario, bisogna sempre cercare di fare la partita, pur sapendone leggere i momenti e comportarsi di conseguenza. Sotto questo profilo, il test di Milano dovrà dare qualche risposta.

TOCCA A BORIS
Tra i pali rossoblù non ci sarà Alessio Cragno, fermato da un problema muscolare. Toccherà a Boris Radunovic, terzo portiere serbo della storia del Cagliari dopo Avramov e Brkic, dirigerà la difesa. Un estremo difensore giovane ma con la giusta esperienza e la freddezza da non farsi spaventare dal ruggito di San Siro. In avanti l'intesa tra Pavoletti e Joao Pedro è ormai una costante: i due si conoscono a menadito e formano una delle coppie più pericolose della Serie A. Fondamentale anche oggi il loro apporto, con Pavo chiamato a tenere su il pallone e Joao chiamato a trovare il guizzo, sia sotto porta che tra le linee, attingendo dal suo gran repertorio tecnico. Un Cagliari che dovrà muoversi compatto, pronto a chiudersi attento in fase di non possesso ma anche a giocare velocemente la sfera una volta riconquistata per ribaltare in fretta l'azione e cercare di sorprendere il Milan. Coraggio e cuore, per uscire ancora una volta indenni da San Siro.

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