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Cose che solo il calcio. Diciamolo piano, ma ìl Cagliari oggi ha a disposizione il match-ball per chiudere la contesa salvezza con due giornate di anticipo: uno scenario impensabile sino a qualche settimana fa. Basterebbe superare la Fiorentina oggi alla Sardegna Arena e poi sperare che il Benevento non vinca a Bergamo contro l’Atalanta per avere la certezza matematica di partecipare anche l’anno prossimo al campionato di Serie A. Una doppia possibilità tutto sommato plausibile, ma che non deve costituire un’ossessione: sino a questo momento, il mantra del “pensare partita dopo partita senza voltarsi a vedere quel che fanno le dirette concorrenti” ha funzionato bene. I rossoblù si sono focalizzati sull’avversario di turno, concentrandosi solo sulla possibilità di ottenere i tre punti; adesso che la rincorsa sta volgendo al termine, è necessario proseguire con questa mentalità vincente. Manca un ultimo sforzo per tagliare il traguardo, bisogna continuare a correre sino al filo di lana.

LO STRAPPO DECISIVO
La squadra attraversa un periodo di grazia: la tanto invocata scintilla è scattata e il Cagliari sta procedendo sulle ali dell’entusiasmo. 13 punti in 5 partite formano un bottino fantastico, ma quel che ha piacevolemente sorpreso è stato il carattere mostrato nelle ultime gare. Un gruppo compatto che sa quel che vuole e come ottenerlo, che accetta il confronto sapendo soffrire e superare le difficoltà facendo ricorso ad una ritrovata tranquillità interiore e ad una notevole unità di intenti. Il resto lo fanno le qualità tecniche delle individualità, peraltro mai messe in discussione. Anche contro la Fiorentina i rossoblù sono attesi ad una vera battaglia sportiva: i Viola hanno fatto un grande passo avanti nella lotta per la salvezza battendo la Lazio sabato al “Franchi”, ma non hanno ancora ottenuto il pass dalla matematica. Dunque la squadra di Iachini scenderà in campo concentrata e decisa a conquistare un risultato favorevole; spetterà al Cagliari saper eludere la trappola dell’idea di sentirsi già in porto e fare quello strappo decisivo.

VIOLA TEMIBILE
Lo spessore della Fiorentina poi non induce a rilassarsi. Accanto al bomber Vlahovic (19 gol) giostra l’intramontrabile Ribéry; centrocampo e difesa sono di ottimo valore individuale complessivo, mentre merita un discorso a parte il portiere Dragowski, insuperabile all’andata. Così come il Cagliari, anche i Viola hanno cambiato marcia una volta capito che per salvarsi occorreva mettere qualcosa in più dell’abilità tecnica; ecco spiegato il successo sulla Lazio, una vittoria di squadra paragonabile a quelle ottenute dai rossoblù. Per battere la Fiorentina servirà un’altra prestazione de luxe, sul piano fisico e tecnico. L’impresa di Benevento ha prosciugato diverse energie, atletiche e nervose. Fortunatamente la rosa a disposizione di Semplici è abbastanza ampia ed è stato ampiamente dimostrato che la maturità raggiunta dalla squadra consente al tecnico di effettuare avvicendamenti e tenere alto il livello generale di rendimento. Ci aspetta una serata di fuoco, speriamo di viverla bene.

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