Giro di boa

Giro di boa

Via al girone di ritorno. La seconda parte della maratona, il giro di boa che rimette tutto in discussione. La strada da percorrere è lunga, accidentata: ma diciannove giornate sono tante, quindi c'è tutto il tempo per rimediare a indecisioni e ritardi. Il Cagliari ricomincia con 14 punti in tasca: un bottino magro, specie se confrontato con le attese di partenza, ma la classifica è sincera sino ad un certo punto. Al netto degli errori commessi e delle ingenuità in talune circostanze che hanno fatto perdere preziose occasioni di rilancio, bisogna considerare nel bilancio anche tutti gli ostacoli inaspettati incontrati da un gruppo alle prese con un complicato processo di rinnovamento: gli infortuni (una disdetta quello che ha messo fuori causa Rog sino al termine della stagione), il Covid che ha colpito diversi elementi imprescindibili della rosa proprio nel momento in cui stavano andando a mille o entrando in condizione. E mettiamoci pure una buona dose di cattiva sorte: non per creare alibi facili e precostituiti, ma al Cagliari quest'anno non ne è andata bene una. Nemmeno un episodio che avrebbe potuto far girare la ruota, una deviazione sporca di un difensore su un tiro senza pretese, una botta da fuori perfetta sotto l'incrocio , al contrario, gli avversari hanno colpito praticamente al primo affondo, è successo anche domenica a Genova. Situazioni deteriori per una squadra alla ricerca di un suo equilibrio e ancora fragile dal punto di vista psicologico. Bisogna reagire, subito, iniziare il girone di ritorno col piede giusto; riprendere in mano le chiavi del proprio destino, pensare di essere più forti di tutto. Oggi contro il Sassuolo alla Sardegna Arena è un nuovo inizio.

SPAZI DA SFRUTTARE
Una squadra da alta classifica, quella emiliana, non più una sorpresa, ma una realtà conclamata. Ha stazionato a lungo in zona Champions, ora sta avendo un alo fisiologico, complice un paio di risultati sfortunati. Resta una compagine da prendere con le molle, che si muove da anni su un canovaccio mandato a memoria da anni. Graffia, il Sassuolo, con un possesso palla rapido, che sfocia in accelerazioni incisive. Non ci saranno il perno della difesa, Chiriches, nemmeno Berardi, uomo simbolo del ciclo neroverde sin dai tempi di Di Francesco, ma il parco attaccanti in mano a De Zerbi è sempre di prima qualità, a cominciare dal bomber Caputo, rientrato recentemente dopo un periodo di assenza, già in gol sabato a Roma contro la Lazio. Senza contare i trequartisti con licenza di offendere come Djuricic, esterni travolgenti come Boga e il regista Locatelli che ha conquistato la Nazionale. Gioca, il Sassuolo, ma fa anche giocare, è propositivo e non è abituato a speculare: il Cagliari deve saper sfruttare gli spazi.

CONCRETEZZA SOTTO PORTA
Finora ai rossoblù è mancato il killer instinct: buona mole di gioco, pulizia della manovra, sapienza del giro palla, ma gol pochi in proporzione a quanto costruito. Ci vogliono più cattiveria, lucidità e concretezza sotto porta. Il Cagliari se gioca da Cagliari può far male; il difficile momento sul piano psicologico non aiuta, toccherà ai leader della squadra, ai veterani di mille battaglie, aiutare i compagni, spronarli a non arrendersi, dare la carica. La partita di andata giocata a Reggio Emilia è uno dei rimpianti rossoblù in questo inizio di stagione: una gara sofferta inizialmente, livellata sul piano del gioco, portata in vantaggio grazie ad un gol di Simeone. Poi una punizione dal limite concessa e puntualmente trasformata da una perla di Bourabia: parlando di episodi contrari e occasioni non concretizzate, appunto. Ora è il momento di passare alla cassa, riprendersi tutto con gli interessi.

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