Attacco al Genoa

Attacco al Genoa

Ha tanta voglia di tornare a vincere, il Cagliari, che scende in campo al “Ferraris” sul campo di un Genoa che invece cerca punti preziosi per la salvezza. Un piccolo derby in rossoblù che negli ultimi tempi ha riservato emozioni e sorprese sino all'ultimo. Ancora vivo il ricordo dell'andata quando il Cagliari, incassato nel finale il pari di Kouamé, ebbe la forza di catapultarsi in avanti, ritrovare subito il vantaggio per poi chiudere il match con un contropiede fulminante di Joao Pedro. Nell'ultimo confronto di Marassi, l'anno scorso, soltanto un rigore di Criscito negli ultimi secondi di gara impedì al Cagliari di conquistare il terzo successo esterno del campionato. Una partita che concede tanti spunti di interesse e che non dovrebbe deludere le attese.

CONTA L'APPROCCIO
Il Cagliari ha addosso un forte carico di rabbia per non avere chiuso la pratica Parma come e quando avrebbe potuto. Così il beffardo gol di Cornelius ha lasciato alla squadra di Maran appena un punticino, non tre come i rossoblù avrebbero meritato. Una rabbia che deve essere trasformata in energia positiva, in benzina verde per andare a riprendersi a Genova quanto lasciato alla Sardegna Arena. I motivi per essere ottimisti non mancano. La squadra ha confermato i segnali intravisti a Brescia e a Milano: ha ritrovato gioco, voglia di scriversi il suo destino, aggressività, incisività. Le parate di Colombi e un pizzico di sfortuna nei legni colpiti hanno impedito al Cagliari di dilagare, pur considerando la caparbietà di un Parma mai datosi per vinto. La mentalità messa in campo è stata la stessa della travolgente formazione di autunno, abituata a primeggiare e a prendersi quel che voleva. Ecco, al di là del sistema di gioco che Maran deciderà di adottare (confermare la difesa a quattro oppure rispoverare lo schieramento a specchio, già felicemente usato a Milano contro l'Inter), quel che conterà sarà l'approccio alla partita. Il Cagliari dovrà immediatamente mostrare di prendersi la scena, anche se il copione tattico assegnerebbe questo compito ai padroni di casa.

GENOA IN RIPRESA
Il Genoa sembra patire lo scenario del “Ferraris” (3 volte vittoriosa a fronte di 6 sconfitte e 1 pareggio), ma ha comunque dimostrato ultimamente segni di ripresa: i pareggi colti su difficili campi come quelli di Firenze e Bergamo hanno galvanizzato l'ambiente. Contro un avversario formidabile come l'Atalanta addirittura il Genoa ha resistito in dieci contro undici, testimonianza di compattezza e voglia di fare risultato. I numeri condannano il Grifone anche alla voce gol subiti: 43, nessuno ha fatto peggio. Sarebbe comunque un errore gravissimo prendere le statistiche come un pretesto per scendere in campo convinti di imporre la propria superiorità tecnica: il Genoa resta un complesso da rispettare, ancora convalescente e per questo motivo ancora più temibile, con ottimi giocatori che possono inventarsi una giocata vincente anche da fermo.

CIGA OUT
L'assenza di Cigarini in regia toglie qualcosa all'intero apparato di Maran, ma il tecnico ha un paio di soluzioni a disposizione per non fare rimpiangere l'esperto regista. La più scontata riguarda l'inserimento di Oliva, ben disimpegnatosi quando è stato chiamato in causa. In avanti, Simeone vuole ribadire contro la sua ex squadra di avere ritrovato la strada del gol e Joao Pedro (14 centri sin qui) intende incrementare il suo bottino. E pronti per essere gettati nella mischia, ci sono gli assi Paloschi e Pereiro.

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