Nell'arena della Dea

Nell'arena della Dea

Nemmeno il tempo di godersi la bella vittoria di mercoledì sul Bologna e il Cagliari torna in campo. E il calendario ha riservato un test ad alto coefficiente di difficoltà, anzi altissimo. L’Atalanta è una realtà consolidata del calcio italiano, capace di scalare le gerarchie a grandi passi ed entrare addirittura nell’élite europea, la Champions League. Un complesso che gioca a memoria e che sta facendo scuola. Il pronostico pende dalla parte dei bergamaschi ma non è certo così scontato.

LA CRESCITA DEL CAGLIARI
Se l’Atalanta attraversa un ottimo momento di forma, il Cagliari non è da meno. Otto risultati positivi consecutivi per i rossoblù, arrampicatisi ancora al quinto posto, insieme a corazzate come Napoli e Lazio; imbattibilità fuori casa dopo quatto partite, col bottino complessivo di due vittorie e altrettanti pareggi. Trasferte tra l’altro molto disagevoli, su campi di squadre titolate come Napoli, Roma e Torino. Dati significativi che segnano i progressi fatti registrare dalla squadra di Maran: proprio l’insufficiente rendimento fatto registrare nelle gare giocate lontano dalla Sardegna era stato il principale tallone d’Achille nelle ultime stagioni. Una crescita di gioco senza dubbio, ma anche di personalità e convinzione. Ecco perché il Cagliari può andare a Bergamo a viso aperto, a fare la sua partita senza timori reverenziali. Le ultime due gare contro Torino e Bologna sono state faticose sotto il profilo fisico e mentale. Fortunatamente Rolando Maran ha a sua disposizione ampie alternative; la qualità non manca alla rosa del Cagliari.

BERGAMASCHI IN FIDUCIA
L’Atalanta è attesa la prossima settimana da una sfida fondamentale contro gli inglesi del Manchester City dove spenderà le ultime speranze di passare il turno di Champions, ma sicuramente non scenderà in campo distratta dagli impegni europei. Un atteggiamento del genere non è nella mentalità trasmessa dal tecnico Gasperini. Lecito immaginarsi invece un’Atalanta agguerrita e concentrata, che punterà ad un inizio molto forte. Non ha mezze misure, la squadra nerazzurra: vocaboli come gestione o ritmi bassi non appartengono al suo DNA. Quello proposto dall’Atalanta è un calcio d’attacco, di iniziativa, ma che punta molto anche sulle ripartenze veloci condotte con lo spostamento di molti uomini nella metacampo avversario e finalizzato dagli inserimenti dei centrocampisti o dai piedi buoni di Ilicic. Lo sloveno, in gran forma, è uno dei pericoli dai quali guardarsi, insieme a Muriel, uno che se in giornata può dare grandi grattacapi a tutte le difese.

LE ARMI DEL CAGLIARI
Maran, dal canto suo, conta sull’identità della squadra. Mai adeguarsi totalmente alle caratteristiche degli avversari, ma giocare la propria partita facendo affidamento sulle peculiarità che sin qui hanno reso il Cagliari la rivelazione principale del torneo. Contro qualsiasi squadra. Il che non significa andare allo sbaraglio lasciando praterie alle proprie spalle: sarebbe un atteggiamento presuntuoso e fuori luogo. Sfruttare le proprie doti per andare a fare male invece sì, non accontentarsi idem: fermo restando che l’andamento di ogni partita segue un suo filo difficile da immaginarsi prima del fischio d’inizio. L'assenza di Pellegrini, decisivo nella rimonta di mercoledì, non preoccupa proprio perché nonostante il valore del giocatore, la batteria di esterni difensivi è di alto livello: Cacciatore, Lykogiannis, Mattiello, Pinna. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Sarà interessante vedere le scelte di formazioni di Maran. Il tecnico ha due opzioni: dare fiducia alla squadra così ben comportatasi col Bologna e capitalizzare la scia di entusiasmo generata dai risultati oppure scegliere la freschezza inserendo alcuni elementi sin qui poco utilizzati. Le statistiche sono dalla parte del Cagliari: nelle ultime sei partite di campionato contro la Dea, i rossoblù hanno prevalso quattro volte.

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Per i tifosi rossoblù in città, appuntamento al Cagliari 1920 Store del Largo Carlo Felice per guardare tutti insieme la partita.